CBFI's FORUM - tutti pazzi per il Bouledogue Francese (French Bulldog - Boule)

Closed

REGIONE LAZIO, Leggi regionali

« Older   Newer »
daniloboule
view post Posted on 25/9/2009, 12:53 Quote




LEGGE REGIONALE N. 63 DEL 09-09-1988

REGIONE LAZIO
Istituzione anagrafe canina e protezione degli animali.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO
N. 26 del 20 settembre 1988
SUPPLEMENTO ORDINARIO
N. 2 del 26-09-1988
Il Consiglio regionale ha approvato.
Il Presidente della Giunta Regionale
promulga la seguente legge;
ARTICOLO 1
Finalità
1. La presente legge, al fine di realizzare sul territorio regionale un corretto rapporto uomo - animale - ambiente, disciplina la tutela delle condizioni di vita degli animali
domestici, promuove la protezione degli animali,l' educazione al rispetto degli stessi, gli interventi contro il randagismo e nei confronti dei gatti in libertà e istituisce l' anagrafe canina.
2. Sono disciplinati altresì il trasporto, la detenzione, la sterilizzazione, la prevenzione delle malattie proprie delle specie e di quelle trasmissibili agli altri animali ed all' uomo.
3. Sono vietati spettacoli, gare e rappresentazioni pubbliche e private che comportino maltrattamenti e sevizie di animali, in conformità alle norme vigenti in materia penale e di pubblica sicurezza.
TITOLO I
STRUTTURE SANITARIE
ARTICOLO 2

Servizio veterinario unità sanitaria locale
1. Oltre alle normali funzioni di competenza, il servizio veterinario di ogni unità sanitaria locale, svolge, in attuazione della presente legge, i seguenti compiti:
a) provvede alla tenuta dell' anagrafe canina, curandone l' aggiornamento e trasmettendo ai comuni, ogni sei mesi, una copia dell' anagrage stessa;
b) collabora con Regione, comuni, enti ed associazioni aventi finalità protezionistiche, promuovendo o
partecipando ad iniziative di informazione e di educazione rivolte ai proprietari di animali d' affezione e all' opinione pubblica in genere, da svolgere anche nelle scuole, per la protezione degli animali, il controllo delle nascite ed il non abbandono;
c) rintraccia ed avverte il proprietario del cane, avvisandolo dell' avvenuto ritrovamento, del luogo ove si trova e delle modalità di riscatto;
d) effettua i controlli sanitari, le vaccinazioni ed ogni altro intervento necessario per la cura e la salute degli animali custoditi nelle apposite strutture sanitarie;
e) predispone, con il consenso dei detentori, interventi atti al controllo delle nascite e interventi
finalizzati alla profilassi delle malattie infettive, infestive e diffusive degli animali, servendosi delle strutture pubbliche e convenzionate;
f) dispone, in caso di maltrattamenti, che gli animali siano posti in osservazione per l' accertamento delle condizioni fisiche anche ai fini della tutela igienico -sanitaria;
g) dispone dei fondi assegnati.
2. Il corpo forestale regionale, gli agenti di polizia urbana e comunale, i servizi sanitari e le organizzazioni zoofile e protezionistiche debbono segnalare la presenza di cani vaganti o randagi al competente servizio veterinario dell' unità sanitaria locale.
ARTICOLO 3
Unità operativa veterinaria
1. Il servizio veterinario dell' unità sanitaria locale, per lo svolgimento dei compiti amministrativi, si avvale di un' unità operativa.
2. Utilizzando una segreteria telefonica, l' unita operativa, avverte immediatamente i proprietari degli animali catturati, o consegnati alla struttura pubblica di vigilanza e custodia, del loro ritrovamento, fornisce il codice o la loro descrizione, indica il luogo ove sono custoditi e le
modalità del riscatto.
3. La segreteria telefonica deve essere aggiornata immediatamente dopo ogni segnalazione del ritrovamento dell' animale da parte delle strutture di vigilanza e custodia.
ARTICOLO 4
Canile sanitario
1. Ai canili municipali che assumono la denominazione di canili sanitari, vengono attribuite, in aggiunta a quelle previste dal decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, le seguenti funzioni di intervento nei confronti degli animali di affezione:
a) la profilassi veterinaria;
b) le vaccinazioni;
c) il controllo della popolazione canina e felina;
d) la limitazione delle nascite;
e) la vigilanza veterinaria dei ricoveri gestiti da associazioni ed enti zoofili privati;
f) ogni altro intervento che si renda necessario.
2. Agli animali custoditi nel canile sanitario e nelle strutture private si assicurano condizioni di vita adeguate alla loro specie e non mortificanti.
ARTICOLO 5
Guardia veterinaria
1. Ogni canile sanitario è dotato di un servizio permanente di guardia veterinaria, preposta ad interventi urgenti di vaccinazione, soppressione eutanasia o
interventi chirurgici.
ARTICOLO 6
Asili - ricoveri
1. Agli enti che svolgono attività di protezione degli animali, i comuni concedono in comodato, apposito terreno recintato, destinato ad asilo o ricovero permanente per animali, oppure ad ampliamento di strutture dià esistenti che risultino insufficienti e che richiedano la
costruzione di nuovi impianti.
TITOLO II
anagrafe canina
E CONTROLLO POPOLAZIONE CANINA E FELINA
ARTICOLO 7
Anagrafe canina
1. E' istituita in tutto il territorio regionale presso ogni unità sanitaria locale l' anagrafe canina alla quale il proprietario o il detentore a qualsiasi titolo, residente nel Lazio od ivi dimorante per un periodo di tempo superiore a novanta giorni, deve iscrivere l' animale. Limitatamente
al territorio del comune di Roma il consiglio comunale individuerà le unità sanitarie locali presso le quali istituirvi l' anagrafe canina. L' iscrizione deve avvenire in un apposito registro entro il termine di tre mesi dalla nascita o, comunque, dall' acquisizione del possesso; allo stesso ufficio, dovrà essere denunciato lo smarrimento o la morte dell' animale entro 15 giorni dall' evento.
2. All' atto dell' iscrizione verrà compilata l' apposita scheda, secondo il modello che sarà predisposto dall' assessorato alla sanità ed approvato dalla Giunta regionale; la scheda verrà utilizzata anche per la registrazione degli interventi di profilassi e di polizia veterinaria eseguiti sull' animale.
3. Nella scheda debbono essere riportati: luogo e data di nascita, stato segnaletico, nome del cane, generalità ed indirizzo del proprietario o del detentore ed il codice assegnato all' animale.
4. Copia della scheda deve essere consegnata al proprietario o al detentore e deve seguire il cane nei trasferimenti di proprietà o detenzione.
5. Il proprietario o il detentore è tenuto a comunicare entro trenta giorni l' eventuale cambio di residenza.
ARTICOLO 8
Codice di riconoscimento
1. Il cane iscritto all' anagrafe è contrassegnato da un codice di riconoscimento, impresso mediante tatuaggio indolore sulla parte interna della coscia destra, recante un numero progressivo e la sigla dell' unità sanitaria locale. L' operazione di tatuaggio va fatta tra il sesto e l' ottavo
mese di vita dell' animale.
2. Il tatuaggio è eseguito a cura dei servizi veterinari dell' unità sanitaria locale presso le strutture operative territoriali o da veterinari liberi professionisti convenzionati con le unità sanitarie locali o da veterinari liberi professionisti purchè autorizzati dalle unità sanitarie locali.
3. I dati concernenti i cani iscritti all' anagrafe sono comunicati alle associazioni protezionistiche che ne facciano richiesta.
ARTICOLO 9
Trasferimento, smarrimento o morte del cane
1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo del cane debbono segnalare al servizio veterinario dell' unità sanitaria locale di competenza i mutamenti nella titolarità della proprietà o nella detenzione, lo smarrimento o la morte dell' animale.
2. La segnalazione deve avvenire tempestivamente, con qualunque mezzo, e comunque essere confermata per iscritto entro quindici giorni dagli eventi di cui al precedente comma.
3. Nel caso di mutamento della residenza del proprietario o del detentore ovvero di trasferimento della proprietà o della detenzione, il cane deve essere reiscritto presso l' anagrafe dell' unità sanitaria locale competente per territorio, con il codice ad esso già attribuito.
4. La disposizione di cui al precedente terzo comma si applica anche ai cani acquistati in altre regioni in cui è istituita l' anagrafe canina e che sono identificati con codice ad essi impresso.
ARTICOLO 10
Abbandono, ricovero e custodia degli animali
1. E' vietato a chiunque l' abbandono dei cani, dei gatti e di qualsiasi altro animale custodito nella propria residenza o domicilio.
2. Il proprietario o detentore a qualsiasi titolo degli animali di cui al comma precedente, in caso di
sopravvenuta e comprovata impossibilità di mantenimento deve chiedere al competente servizio veterinario dell' unità sanitaria locale di essere autorizzato a consegnare l' animale ad apposite strutture di ricovero pubbliche o private.
3. La Regione, d' intesa con province e comuni,promuove la costruzione dei canili sanitari e la
riqualificazione di quelli già esistenti nonchè la realizzazione,d' intesa con le associazioni iscritte all' albo regionale, di strutture di ricovero.
4. In fase di prima attuazione, per il ricovero degli animali, si potrà fare ricorso a convenzioni con strutture di proprietà di privati o di associazioni protezionistiche, purchè tali strutture siano sotto la direzione sanitaria di un veterinario iscritto all' albo professionale e siano adibite esclusivamente al ricovero dei cani consegnati o catturati ai sensi della presente legge.
5. La Regione ed i competenti servizi veterinari delle unità sanitaria locale svolgono attività di vigilanza rispetto ai professionisti ed alle strutture ed associazioni convenzionate.
ARTICOLO 11
Controllo del randagismo
1. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati,devono essere restituiti al proprietario o al detentore.
2. I cani vaganti non tatuati devono essere catturati a cura del servizio veterinario dell' unità sanitaria locale competente per territorio, il quale tramite la propria unità operativa adempie agli obblighi di cui al precedente articolo 3.
3. Salvo casi di forza maggiore, la decorrenza del periodo di sequestro ha inizio da momento dell' avviso al proprietario del ritrovamento dell' animale iscritto all'anagrafe.
4. Le spese di cattura e custodia ed eventuali cure dell' animale sono, in ogni caso, a carico del proprietario o detentore.
5. Gli animali non reclamati entro quindici giorni (dopo l' osservazione sanitaria) possono essere ceduti gratuitamente a privati che diano sufficienti garanzie di buon trattamento, ad enti o associazioni protezionistiche.
6. I cani ritrovati o accalappiani possono essere soppressi, in modo eutanasico, soltanto se gravemente malati od incurabili
7. All' atto del rilascio deve essere consegnato al richiedente apposito certificato sanitario.
8. E' fatto divieto a chiunque di cedere gli animali ospiti del canile sanitario ad istituti o privati che effettuino esperimenti di vivisezione.
9. I veterinari liberi professionisti che, nell' esercizio della loro attività , vengono a conoscenza dell' esistenza di cani non iscritti all' anagrafe, hanno l' obbligo di segnalare la circostanza all' unità sanitaria locale competente.
ARTICOLO 12
Controllo delle nascite, delle malattie e profilassi
1. Gli animali temporaneamente custoditi nelle strutture di ricovero pubbliche o private convenzionate saranno sottoposti, per il tempo strettamente necessario, ad eventuali misure di profilassi e di terapia a cura dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali o dei veterinari liberi
professionisti convenzionati.
2. I servizi ed i veterinari di cui al precedente comma,su richiesta dei proprietari, dei detentori o delle
associazioni protezionistiche, provvedono a fornire le prestazioni necessarie ai fini della sterilizzazione e della prevenzione delle malattie proprie degli animali in questione.
ARTICOLO 13
Protezione dei gatti in libertà
1. La Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà . E' vietato a chiunque maltrattarli e spostarli dal loro << habitat >>.
2. I gatti che vivono liberi devono essere sterilizzati dall' unità sanitaria locale di competenza e rimmessi nel loro gruppo.
3. Enti od associazioni iscritte all' albo regionale possono in accordo con le unità sanitarie locali di
competenza, avere in gestione le colonie di felini che vivono in stato di libertà , curandone la salute e le condizioni di sopravvivenza.
4. I gatti liberi possono essere soppressi soltanto se gravemente ammalati e incurabili.
5. La decisione della soppressione spetta unicamente al veterinario dell' unità sanitaria locale di competenza, sentite le associazioni protezionistiche del territorio iscritte all' albo regionale.
ARTICOLO 14
Misure di protezione
1. Chiunque possiede o detiene animali, a qualunque titolo, è obbligato a provvedere ad un trattamento adeguato alla specie, al mantenimento ed alla nutrizione degli stessi.
2. E' fatto altresì obbligo a chiunque possiede o detiene a qualunque titolo, animali esotici di denunciarli al servizio veterinario dell' unità sanitaria locale competente per territorio ai fini delle opportune misure di profilassi ed agli organi di pubblica sicurezza ai fini di prevenzione dei
pericoli alla pubblica incolumità , in conformità alle norme penali vigenti.
3. Gli animali debbono disporre di uno spazio sufficiente, fornito di tettoia idonea a ripararli dalle
intemperie e tale, salvo speciali controindicazioni, da consentire un adeguato movimento e la possibilità di accovacciarsi ove siano legati con catena. La catena, ove necessaria, deve avere la lunghezza minima di metri cinque oppure di metri tre se fissata tramite un anello di
scorrimento ed un gancio snodabile ad una fune di scorrimento di almeno cinque metri.
4. E' fatto divieto a chiunque di custodire presso la propria abitazione o in altri locali, in proprietà o in
detenzione, animali domestici in condizioni tali che rechino nocumento all' igiene, alla salute ed alla quiete delle persone nonchè pregiudizio agli animali stessi.
5. Qualunque atto di crudeltà commesso nei confronti di animali, sia in luogo pubblico che privato, è punito con le sanzioni previste dalla presente legge.
ARTICOLO 15
Trasporto animali
1. Il trasporto e la custodia degli animali, da chiunque siano effettuati e per qualunque motivo, devono avvenire in modo adeguato alla specie, con esclusione di ogni sofferenza.
2. I mezzi di trasporto o gli imballaggi devono essere tali da proteggere gli animali da intemperie o lesioni e consentire altresì l' ispezione e la cura degli stessi; la ventilazione e la cubatura d' aria devono essere adeguate alle condizioni di trasporto ed alle specie animali trasportate.
3. Ad ogni trasporto di animali si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 5 giugno 1982, n. 624, emanato in attuazione della direttiva CEE n. 77/ 489 in materia di protezione animali.
ARTICOLO 16
Promozione educativa - corsi di formazione
1. La Regione promuove, con la collaborazione delle province, dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali, degli organi professionali dei medici veterinari e delle associazioni per la protezione degli animali, programmi di informazione ed educazione al rispetto degli animali ed alla tutela della loro salute al fine di realizzare sul territorio un corretto rapporto uomo - animale - ambiente.
2. La Regione autorizza altresì l' istituzione di corsi di formazione professionale per personale ausiliario da utilizzare presso strutture veterinarie private.
3. La Regione altresì istituisce entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, in
collaborazione con province, associazioni ed ordini professionali dei medici veterinari, nell' ambito del piano annuale di formazione professionale, corsi di formazione ed aggiornamento per guardie zoofile in materia di protezione degli animali, di riqualificazione professionale del personale dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali.
ARTICOLO 17
Guardie zoofile
1. Per la vigilanza e l' osservanza delle disposizioni della presente legge, oltre a quanto già previsto dal precedente articolo 10, possono essere utilizzate anche guardie zoofile volontarie dei comuni in conformità all' articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979. Le guardie zoofile verranno altresì nominate dal Presidente della Giunta regionale su proposta delle
associazioni iscritte all' albo regionale, cui verrà rilasciato apposito tesserino di riconoscimento dalla Regione Lazio.
2. Le guardie zoofile svolgono i loro compiti a titolo volontario e gratuito alle dipendenze dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali in collegamento con le associazioni protezionistiche.
3. Per lo svolgimento di tale attività le associazioni protezionistiche potranno avvalersi anche di giovani iscritti nelle liste di leva che intendono ottenere, ai sensi e per gli effetti della legge 15 dicembre 1972, n. 772 e successive modificazioni, il riconoscimento della obiezione di coscienza.
4. Il servizio sostitutivo civile nell' attività di guardia zoofila dovrà avvenire previa convenzione tra il Ministro per la difesa e gli enti o associazioni indicati. A tal fine trovano applicazione le norme del decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1977, n. 1139, recante disposizioni per l' attuazione della legge 15 dicembre 1972,n. 772.
ARTICOLO 18
Istituzione albo regionale delle associazioni
per la protezione degli animali
1. E' istituito presso la Presidenza della Giunta regionale un albo regionale al quale possono essere iscritte le associazioni per la protezione degli animali, costituite per atto pubblico, operanti nel Lazio che ne facciano richiesta.
2. Per la iscrizione all' albo la Giunta regionale predispone, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un apposito disciplinare per il riconoscimento delle associazioni.
3. Ai fini dell' iscrizione all' albo, le associazioni di cui al precedente secondo comma dovranno presentare domanda scritta corredata da copia dell' atto costitutivo e dello statuto da cui risultino le finalità dell' associazione e l' assenza di scopo di lucro.
4. La domanda dovrà essere indirizzata al Presidente della Giunta regionale che comunicherà alle associazioni interessate l' accoglimento o il diniego della domanda stessa.
5. Ai fini dell' incentivazione dell' attività delle associazioni per la protezione degli animali iscritte all' albo regionale ed operanti nel proprio territorio, la Regione può erogare contributi annuali per progetti specifici.
ARTICOLO 19
Sanzioni amministrative
1. Per la violazione delle disposizioni di cui agli articoli della presente legge, si applicano sanzioni amministrative da L. 300.000 a L. 3.000.000.
2. Per l' accertamento, la contestazione ed il pagamento delle sanzioni di cui al presente articolo si applicano le disposizioni della legge regionale 15 marzo 1978, n. 6 e successive modificazioni ed integrazioni.
3. Gli importi delle sanzioni di cui al precedente primo comma sono riscossi dalle unità sanitarie locali ed acquisiti ai relativi bilanci con destinazione alle finalità della presente legge.
ARTICOLO 20
Finanziamenti
1. E' istituito apposito capitolo di bilancio n. 13210 concernente: << Istituzione anagrafe canina e provvedimenti a tutela degli animali >>.
2. Lo stanziamento per l' esercizio 1988 è determinato in L. 500.000.000. La relativa copertura viene assicurata mediante utilizzazione della somma all' uopo accantonata al capitolo n. 29801, elenco n. 4, lettera b).
ARTICOLO 21
Limiti di applicazione
1. Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano nei confronti dei cni delle forze armate e delle forze di polizia utilizzati per servizio.
ARTICOLO 22
Norme transitorie
1. In sede di prima applicazione i proprietari o detentori di cani devono provvedere all' iscrizione dei
propri animali all' anagrafe canina entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. La norma di cui al precedente articolo 11, terzo comma, entra in vigore dopo dodici mesi dalla
pubblicazione della presente legge sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
3. Nelle more, la struttura pubblica, presso la quale sono custoditi animali catturati e non reclamati
nonostante l' avvenuta comunicazione con i mezzi di cui al precedente articolo 3 e con altra forma di pubblicità , dopo quindici giorni dalla cattura, procede alla loro soppressione in modo eutanasiaco, sentite le associazioni per la protezione degli animali presenti nel territorio e iscritte
all' albo regionale.
4. I comuni trasmettono d' ufficio alle unità sanitarie locali i dati e le informazioni di cui sono in possesse a seguito della riscossione dell' imposta comunale sui cani entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Lazio.
Data a Roma, addì 9 settembre 1988
Il visto del Commissario del Governo è stato apposto il 3 settembre 1988.


---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


LEGGE REGIONALE N. 83 DEL 16-12-1988

REGIONE LAZIO
Modifica articolo 22, secondo comma, della legge regionale 9
settembre 1988, n. 63, concernente: << Istituzione anagrafe
canina e protezione degli animali >>.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO
N. 1
del 10 gennaio 1989
Il Consiglio regionale ha approvato.
Il Presidente della Giunta Regionale
promulga la seguente legge;
ARTICOLO 1
1. Il secondo comma dell' articolo 22 della legge
regionale 9 settembre 1988, n. 63, è così modificato:
<< 2. La norma di cui al precedente articolo 11, sesto
comma, entra in vigore dopo dodici mesi dalla data di
pubblicazione della presente legge sul Bollettino Ufficiale
della Regione Lazio >>.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul
Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge della Regione Lazio.

Data a Roma, addì 16 dicembre 1988
Il visto del Commissario del Governo è stato apposto il 1o dicembre 1988.



---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



LEGGE REGIONALE N. 34 DEL 21-10-1997
REGIONE LAZIO
Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO

IL CONSIGLIO REGIONALE
Ha approvato
Il PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Promulga
la seguente legge:
ARTICOLO 1
Finalità
1. La Regione promuove e disciplina il controllo del randagismo, in
stretto coordinamento con i Comuni, singoli o associati e le
Comunità montane, le aziende Unità Sanitarie Locali (USL), gli
ordini dei veterinari delle varie Province e le associazioni di
volontariato animaliste e per la protezione degli animali
regolarmente iscritte all'albo regionale di cui all'articolo 23,
comma 1, al fine di realizzare in modo efficace il risultato di
migliorare il benessere dei cani e dei gatti ed il loro rapporto con l'uomo.
2. Il controllo del randagismo si ottiene tramite la realizzazione
dei seguenti obiettivi:
a) la costruzione dei canili pubblici da parte dei Comuni singoli
o associati e delle Comunità montane;
b) il risanamento dei canili esistenti;
c) la sterilizzazione dei cani e dei gatti;
d) la creazione della figura del cane di quartiere;
e) l'iscrizione dei cani all'anagrafe canina;
f) la protezione dei gatti in libertà ;
g) la creazione di una coscienza zoofila tramite campagna di
educazione sanitaria e ambientale.
3. E' riconosciuto al cane il diritto alla vita in condizioni di
benessere, sia in stato di libertà che nel periodo di ricovero nei
canili; ad ogni cane deve essere data la possibilità di essere
adottato presso famiglie o associazioni di volontariato animalista e
per la protezione degli animali.
ARTICOLO 2
Competenze dei Comuni e delle Comunità montane
1. I Comuni, singoli o associati, e le Comunità montane
provvedono:
a) alla costruzione dei canili e al risanamento delle strutture
esistenti nel rispetto dei criteri stabiliti dall'articolo 4 e
sentite le aziende USL, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge. Le strutture di nuova costruzione
assolvono alla duplice funzione di assistenza sanitaria e di ricovero;
b) ad assicurare il ricovero, la custodia ed il mantenimento dei
cani nelle strutture sotto il controllo sanitario dei servizi
veterinari delle aziende USL; i canili pubblici possono essere
affidati in tutto od in parte in gestione, mediante convenzione, alle
associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli
animali di cui all'articolo 23, comma 1;
c) alla promozione, anche sulla base di convenzioni con le
associazioni di volontariato zoofilo di cui all'articolo 23, comma 1,
gli enti morali e le fondazioni riconosciute dallo Stato, sentito il
servizio veterinario dell'azienda USL competente per territorio e gli
ordini provinciali dei medici veterinari, di campagne di
sensibilizzazione per incentivare gli affidamenti degli animali
abbandonati ricoverati presso i canili pubblici;
d) all'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 3 del decreto
del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979 in materia di vigilanza
sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali,
relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico.
2. Gli enti di cui al comma 1 mettono a disposizione del servizio
veterinario dell'azienda USL competente per territorio strutture
adeguate per lo svolgimento delle funzioni di cui all'articolo 3.
ARTICOLO 3
Competenze dei servizi veterinari delle aziende USL
1. I servizi veterinari delle aziende USL:
a) provvedono alla gestione sanitaria dei canili pubblici;
b) predispongono presso i canili pubblici un servizio di pronta
reperibilità di primo soccorso;
c) effettuano il controllo igienico-sanitario sulle strutture di ricovero;
d) provvedono alla tenuta dell'anagrafe canina curandone
l'aggiornamento e trasmettendo agli enti di cui all'articolo 2, comma
1, ogni sei mesi, una copia dell'anagrafe stessa;
e) collaborano con la Regione, con gli enti di cui all'articolo 2,
comma 1 e con gli ordini veterinari provinciali, con enti ed
associazioni aventi finalità protezionistiche, promuovendo o
partecipando ad iniziative di informazione e di educazione, rivolte
ai proprietari di animali di affezione e all'opinione pubblica in
genere, da svolgere anche nelle scuole, per la protezione degli
animali, per il controllo delle nascite ed il non abbandono;
f) effettuano i controlli sanitari, le vaccinazioni, la
sterilizzazione ed ogni altro intervento necessario per la cura e la
salute degli animali custoditi nelle strutture di cui alla presente legge;
g) predispongono gli interventi atti al controllo sanitario e
demografico dei cani e dei gatti;
h) effettuano il trattamento profilattico contro le malattie
trasmissibili all'uomo e agli altri animali nel rispetto della
normativa vigente;
i) dispongono, in caso di maltrattamenti, che gli animali siano
posti in osservazione per l'accertamento delle condizioni fisiche
anche ai fini della tutela igienico-sanitaria.
2. I compiti di cui al comma 1, lettere f), g) ed h), possono
essere affidati dalle aziende USL, su proposta dei servizi
veterinari, a medici veterinari liberi professionisti, mediante
convenzioni.
3. I servizi veterinari delle aziende USL, oltre a svolgere i
compiti di cui al comma 1, assicurano sul territorio:
a) il servizio di accalappiamento di cani vaganti, la relativa
comunicazione al Comune interessato e la consegna dei cani catturati
o restituiti alle strutture di ricovero, previa effettuazione delle
profilassi previste dal comma 1, lettere f) ed h);
b) il ritiro e la consegna alle strutture di ricovero con pronto
soccorso dei cani e gatti feriti segnalati da cittadini o da
associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali;
c) il ritiro sulle pubbliche strade e, a titolo oneroso, a
domicilio, delle spoglie di piccoli animali per l'invio all'inceneritore.
4. I compiti di cui al comma 3 possono essere affidati da parte
delle aziende USL, tramite convenzioni, alle associazioni di
volontariato zoofilo di cui all'articolo 23, comma 1, alle
cooperative sociali di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) della
legge regionale 27 giugno 1996, n. 24, ad enti morali e fondazioni
che abbiano nei loro compiti statutari la protezione e la tutela
degli animali, a medici veterinari liberi professionisti.
5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge i servizi veterinari dell'azienda USL competente per territorio
predispongono un programma di sterilizzazione gratuita degli animali
ricoverati nei canili pubblici e in quelli di cui all'articolo 18;
tale programma è attuato entro due anni.
ARTICOLO 4
Criteri per il risanamento e la costruzione di strutture
di ricovero, pronto soccorso e degenza per cani e gatti
1. Gli enti di cui all'articolo 2, comma 1, devono attenersi per il
risanamento dei canili pubblici esistenti e la costruzione di nuove
strutture ai seguenti criteri:
a) razionale distribuzione dei canili commisurata al numero degli
abitanti e alla stima dei cani e dei gatti esistenti nell'ambito dei
territorio di propria competenza;
b) valutazione della situazione epidemiologica riguardante le
principali zoonosi dei cani e dei gatti;
c) rispetto delle norme igienico-sanitarie volte a garantire buone
condizioni di vita per i cani e i gatti;
d) rispetto di tutte le norme urbanistico-paesaggistiche per
l'ubicazione di tali strutture.
ARTICOLO 5
Requisiti strutturali e attrezzature
1. I canili pubblici devono essere dotati:
a) di un numero di box rapportato all'area territoriale
interessata, di cui almeno il tre per cento destinato a finalità
contumaciali; le dimensioni dei box devono tener conto dei parametri
minimi fissati dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116 ed
essere adeguate alle esigenze fisiologiche del cane e al tempo di
permannza dello stesso nel box, che deve essere dotato anche di una
propria area esterna delimitata;
b) di un ufficio direzionale per la gestione della struttura e di
adeguati locali a disposizione del personale ivi operante;
c) di ulteriori box adeguatamente attrezzati ed annessi ad un
locale infermeria per la custodia dei cuccioli e dei cani ammalati o
in degenza per la sterilizzazione;
d) di un locale per la custodia degli:. automezzi necessari alla
disinfezione con connesse strutture accessorie;
e) di un adeguato impianto frigorifero per la custodia degli
animali morti;
f) di un recinto esterno comprendente alcuni box da destinare alle
degenze successive all'intervento di sterilizzazione dei gatti;
g) di allacciamento alla rete fognaria comunale o di un sistema di
smaltimento dei reflui conforme alla normativa vigente;
h) delle misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei
lavoratori, ai sensi del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626 e successive modificazioni ed integrazioni.
ARTICOLO 6
Comodato
1. Gli enti di cui all'articolo 2, comma 1, concedono in comodato
alle associazioni di volontariato animalista e per la protezione
degli animali di cui all'articolo 23, comma 1, apposito terreno
recintato, destinato a canile rifugio per animali oppure ad
ampliamento di strutture già esistenti che risultino insufficienti e
che richiedano la costruzione di nuovi impianti.
2. Nel caso previsto dal comma 1 le associazioni realizzano e
gestiscono le strutture a proprie spese.
ARTICOLO 7
Cimiteri per cani, gatti e piccoli animali
1. Al fine di consentire a quanti hanno curato il proprio animale
di affezione nel corso della sua vita, di avere la possibilità di
mantenere un legame affettivo con questo tramite la pratica
dell'inumazione, gli enti di cui all'artico 2, comma 1, concedono in
comodato, sia alle associazioni di volontariato animalista e per la
protezione degli animali, di cui all'articolo 23, comma 1, sia a
privati che ad associazioni fra privati, apposito terreno recintato
destinato a tale uso.
2. I privati o le associazioni fra privati possono utilizzare, al
medesimo fine, anche terreni di privata proprietà ; sia in caso di
comodato che di privata proprietà , privati, associazioni tra privati
o associazioni di volontariato realizzano e gestiscono le strutture a
proprie spese nel rispetto delle norme igieniche sulla inumazione ai
sensi del decreto legislativo 14 dicembre 1992, n. 508.
ARTICOLO 8
Contributi regionali
1. La Regione eroga agli enti di cui all'articolo 2, comma 1,
contributi per il risanamento e la costruzione di canili pubblici.
2. Ai fini di cui al comma 1, si provvede con:
a) la quota parte del fondo previsto dall'articolo 8, comma 2,
della legge 14 agosto 1991, n. 281 (legge quadro in materia di
animali di affezione e prevenzione del randagismo, istituito presso
il Ministero della sanità e ripartito annualmente con decreto
ministeriale;
b) fondi regionali.
3. La Giunta regionale può destinare una somma non superiore al
venticinque per cento dei fondi di cui ai comma 2, lettera a), per la
realizzazione di interventi di competenza regionale di cui
all'articolo 3 della legge n. 281/1991.
4. La Giunta regionale provvede al riparto dei contributi di cui ai
commi 1 e 2 sulla base dei seguenti criteri:
a) consistenza della popolazione animale in ambito provinciale;
b) distribuzione della popolazione animale in ambito provinciale;
c) consistenza delle strutture esistenti.
5. Ciascuna Provincia elabora le linee di programmazione in materia
anche tramite conferenze di servizi che coinvolgano Comuni, Comunità
montane e aziende USL competenti per territorio.
6. L'erogazione del contributo regionale è condizionata alla
presentazione da parte degli enti di cui all'articolo 2, comma 1, dei
progetti esecutivi, del piano di finanziamento dell'opera e del visto
di conformità alle linee di programmazione rilasciato dalla Provincia.
7. La Giunta regionale, con propria deliberazione, detta le
modalità e i termini per la presentazione delle domande e per la
concessione dei contributi di cui ai commi 1 e 2. La deliberazione è
pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Lazio.
ARTICOLO 9
Cani di quartiere
1. Laddove si accerti la non sussistenza di condizioni di pericolo
per uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto di essere
animale libero. Tale animale viene definito cane di quartiere.
2. Nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e dell'artiolo 672 del codice
penale, le condizioni che rendono possibile il riconoscimento del
cane di quartiere vengono definite dal servizio veterinario
dell'azienda USL di riferimento, in accordo con le associazioni di
volontariato animalista e per la protezione degli animali di cui
all'articolo 23, comma 1, operanti sul territorio. Tali associazioni
propongono al servizio veterinario dell'azienda USL di riferimento il
riconoscimento dei singoli animali, dei quali assumono l'onere della
gestione e la responsabilità .
3. I cani di quartiere devono essere vaccinati, sorvegliati e
sterilizzati dal servizio veterinario dell'azienda USL competente per
territorio, o da un medico veterinario libero professionista
convenzionato con il servizio veterinario dell'azienda USL competente
per territorio o da un medico veterinario delle associazioni di
volontariato animalista e per la protezione degli animali di cui
all'articolo 23, comma 1.
4. I cani di quartiere devono essere iscritti all'anagrafe canina,
tatuati a nome dell'associazione di volontariato di riferimento e
portare una medaglietta ben visibile dove devono essere indicati
chiaramente i dati relativi al Comune di appartenenza.
ARTICOLO 10Divieto di sperimentazione e condizioni per la soppressione dei cani
1. I cani catturati o ritrovati, quelli ricoverati per rinuncia
alla proprietà o al possesso e quelli che vivono in stato di
libertà sul territorio, non possono essere usati a scopo di
sperimentazione, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del d.lgs. 116/1992.
2. La soppressione dei cani, ivi compresi quelli di proprietà è
consentita esclusivamente se gravemente malati, incurabili o di
comprovata pericolosità . Alla soppressione provvedono in modo
eutanasico medici veterinari iscritti all'ordine professionale che
rilasciano al servizio veterinario dell'azienda USL competente per
territorio le dovute certificazioni di morte.
3. E' vietato fare commercio o cessione gratuita di cani al fine di sperimentazione.
ARTICOLO 11
Protezione dei gatti e divieto di sperimentazione
1. La Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di
libertà . E' vietato a chiunque maltrattarli e spostarli dal loro
"habitat".
2. I gatti che vivono liberi devono essere sterilizzati dal
servizio veterinario dell'azienda USL di competenza e riammessi nel
loro gruppo.
3. Le associazioni di volontariato animalista e per la protezione
degli animali di cui all'articolo 23, comma 1, possono, in accordo
con le aziende USL competenti, avere in gestione le colonie dei
felini che vivono in stato di libertà , curandone la salute e le
condizioni di sopravvivenza.
4. I gatti liberi e quelli di proprietà possono essere soppressi,
in modo eutanasico, soltanto se gravemente ammalati, incurabili o di
comprovata pericolosità dalle autorità di cui all'articolo 11, comma 2.
5. I gatti che vivono in libertà non possono essere usati a scopo
di sperimentazione ai sensi dell'articolo 3, comma 2 del d.lgs. 116/1992.
6. E' vietato fare commercio o cessione gratuita di gatti al fine di sperimentazione.
ARTICOLO 12
Anagrafe del cane
1. Presso ogni azienda USL è tenuta l'anagrafe canina alla quale
il proprietario, il possessore o il detentore a qualsiasi titolo,
residente nel Lazio od ivi dimorante per un periodo superiore a
novanta giorni, deve iscrivere l'animale. L'iscrizione deve avvenire
in un apposito registro entro il termine di tre mesi dalla nascita o,
comunque, dall'acquisizione del possesso o della detenzione; allo
stesso ufficio deve essere denunciato lo smarrimento o la morte
dell'animale entro quindici giorni dall'evento.
2. All'atto dell'iscrizione di cui al comma 1 viene compilata
un'apposita scheda, secondo il modello predisposto dall'Assessorato
competente ed approvato dalla Giunta regionale; la scheda viene
utilizzata anche per la registrazione degli interventi di profilassi
e di polizia veterinaria eseguiti sull'animale.
3. Nella scheda di cui al comma 2 devono essere riportati: luogo e
data di nascita, stato segnaletico, nome del cane, generalità ed
indirizzo del proprietario o del detentore ed il codice assegnato all'animale.
4. Copia della scheda di cui al comma 2 deve essere consegnata al
proprietario, al possessore o al detentore e deve seguire il cane nei
trasferimenti di proprietà , possesso o detenzione.
5. I soggetti tenuti all'iscrizione ai sensi del comma 1 sono
tenuti a comunicare l'eventuale cambio di residenza entro trenta
giorni al massimo.
6. Gli uffici delle aziende USL competenti per la tenuta
dell'anagrafe canina devono essere dotati di apparecchiature e
programmi informatici per la gestione dei dati relativi all'anagrafe stessa.
7. La Giunta regionale, con propria deliberazione, individua un
programma informatico comune di gestione dei dati dell'anagrafe canina.
ARTICOLO 13
Codice di riconoscimento
1. I cani iscritti all'anagrafe canina di cui all'articolo 12 sono
contrassegnati da un apposito codice di riconoscimento che viene
apposto, tra il quarto e l'ottavo mese di vita oppure entro tre mesi
dall'acquisizione del possesso o della detenzione, con tatuaggio nel
piatto interno della coscia destra o con altri sistemi di
riconoscimento determinati dalla Giunta regionale.
2. Ai fini dell'iscrizione all'anagrafe canina di cui all'articolo
12, sono riconosciuti validi solamente i codici di riconoscimento
rilasciati dai servizi veterinari delle aziende USL.
3. Il codice di riconoscimento viene apposto da medici veterinari
dei servizi veterinari delle aziende USL, o da medici veterinari
liberi professionisti nell'ambito delle convenzioni di cui all'articolo 3.
ARTICOLO 14
Trasferimento, smarrimento o morte del cane
1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo del cane segnalano
al servizio veterinario dell'azienda USL competente per territorio i
mutamenti nella titolarità della proprietà o nella detenzione, lo
smarrimento o la morte dell'animale.
2. La segnalazione di cui al comma 1 deve avvenire tempestivamente,
con qualunque mezzo e deve essere confermata per iscritto entro
quindici giorni dagli eventi di cui al comma 1. In caso di mutamento
della proprietà l'obbligo di comunicazione della variazione di
titolarità spetta al nuovo proprietario, che deve darne
comunicazione al servizio veterinario dell'azienda USL competente per
territorio entro quindici giorni dall'evento.
3. Nel caso di mutamento della residenza del proprietario o del
detentore ovvero di trasferimento della proprietà o della
detenzione, il cane deve essere reiscritto presso l'anagrafe
dell'azienda USL competente per territorio, con il codice ad esso già attribuito.
ARTICOLO 15
Abbandono, ricovero e custodia degli animali
1. E' vietato a chiunque l'abbandono dei cani, dei gatti e di
qualsiasi altro animali custodito nella propria residenza o
domicilio.
2. Gli animali ceduti dalle strutture pubbliche ai privati
richiedenti debbono essere obbligatoriamente sterilizzati e tatuati
prima della cessione. I privati richiedenti sono tenuti al pagamento
all'ente gestore della struttura di una somma stabilita con
deliberazione della Giunta regionale entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge.
ARTICOLO 16
Controllo del randagismo
1. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati ai sensi
dell'articolo 13, sono restituiti al proprietario o al detentore.
2. I cani vaganti non tatuati devono essere catturati a cura del
servizio veterinario dell'azienda USL competente per territorio, che,
in presenza di elementi identificativi dei proprietari degli animali
catturati o consegnati al canile pubblico, avverte immediatamente i
proprietari medesimi del ritrovamento, fornisce la descrizione degli
animali, indica il luogo ove sono custoditi e le modalità del riscatto.
3. Salvo casi di forza maggiore, la decorrenza del periodo di
sequestro ha inizio dal momento dell'avviso al proprietario del
ritrovamento dell'animale iscritto all'anagrafe.
4. Le spese di cattura e custodia ed eventuali cure dell'animale
sono, in ogni caso, a carico del propietario o del detentore.
5. Gli animali non reclamati entro sessanta giorni dalla cattura
salvo diverse disposizioni di legge possono, previo espletamento dei
controlli sanitari, essere ceduti a privati che diano sufficienti
garanzie di buon trattamento o ad associazioni di volontanato
animalisti e per la protezione degli animali.
6. Entro i sessanta giorni dalla cattura gli animali possono,
previo espletamento dei controlli sanitari, essere ceduti in
affidamento temporaneo ai soggetti di cui al comma 5.
7. I veterinari liberi professionisti che, nell'esercizio della
loro attività , vengano a conoscenza dell'esistenza di cani non
iscritti all'anagrafe, hanno l'obbligo di segnalare la circostanza
all'azienda USL competente e di informare il proprietario degli
adempimenti previsti dalla presente legge.
ARTICOLO 17
Programma di prevenzione del randagismo
1. La Regione, in attuazione dell'articolo 3, comma 3, della legge
n. 281/1991, sentite le associazioni di volontariato animalista e per
la protezione degli animali e venatorie che operano nel territorio
regionale e gli ordini provinciali dei medici veterinari, provvede ad
adottare un programma di prevenzione del randagismo diretto a realizzare:
a) iniziative di informazione, anche in ambito scolastico, al fine
di conseguire un rapporto di rispetto nei confronti della vita
animale e la difesa del suo habitat;
b) corsi di aggiornamento o formazione per il personale della
Regione, degli enti locali e delle aziende USL nonchè per le guardie
zoofile volontarie di cui all'articolo 22.
ARTICOLO 18
Cani ospitati presso strutture private
1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le aziende USL fanno pervenire ai Comuni i dati concernenti il
numero dei cani ospitati presso le strutture private convenzionate e
presso quelle gestite dalle associazioni di volontariato animalista e
per la protezione degli animali e la loro provenienza.
2. Dal momento della comunicazione di cui al comma 1, gli enti di
cui all'articolo 2, comma 1, provvedono al mantenimento dei cani
rinvenuti nell'ambito del territorio di loro competenza e custoditi
presso le strutture di cui al comma 1, sulla base di apposite
convenzioni tra gli enti medesimi e tali strutture.
3. Qualora le strutture di cui al comma 1 non vengano ritenute
idonee dai servizi veterinari delle aziende USL in relazione al
numero di animali ospitati, i cani in esubero possono essere
collocati presso le strutture degli enti di cui all'articolo 2, comma
1, o delle associazioni di volontariato animalista e per la
protezione degli animali, che danno disponibilità di accoglienza sul territorio.
4. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge i canili privati o quelli gestiti dalle associazioni
di volontariato animalista e per la protezione degli animali, non
conformi alle norme igienico-sanitarie ed urbanistiche, devono essere
chiusi. I cani ivi ricoverati sono trasferiti nei canili pubblici di
cui alla presente legge.
5. Gli enti di cui all'articolo 2, comma 1, possono versare la
quota per il mantenimento dei cani e dei gatti, ridotta di un terzo a
privati cittadini che facciano richiesta di adozione per cani o gatti
presenti nelle strutture da più di sei mesi e di età superiore ad
anni cinque, obbligandoli, al fine di controllare il benessere degli
animali, a sottoporre gli stessi a visite periodiche presso l'azienda
USL competente per territorio o presso veterinari con essa
convenzionati. In assenza di tali visite l'animale è ripreso dalle
strutture di provenienza ed è comminata la sanzione di cui
all'articolo 24, comma 1.
ARTICOLO 19
Misure di protezione
1. Chiunque possiede o detiene animali, a qualunque titolo, è
obbligato a provvedere ad un trattamento adeguato alla specie, al
mantenimento ed alla nutrizione degli stessi.
2. Gli animali devono disporre di uno spazio sufficiente, fornito
di tettoia idonea a ripararli dalle intemperie e tale, salvo speciali
controindicazioni, da consentire un adeguato movimento e la
possibilità di accovacciarsi ove siano legati con catena. La catena,
ove necessaria, dev avere la lunghezza minima di metri cinque oppure
di metri tre se fissata tramite un anello di scorrimento ed un gancio
snodabile ad una fune di scorrimento di almeno cinque metri.
3. E' fatto divieto a chiunque di custodire presso la propria
abitazione o in altri locali, in proprietà o in detenzione, animali
domestici in condizioni tali che rechino nocumento all'igiene, alla
salute ed alla quiete delle persone nonchè pregiudizio agli animali
stessi.
4. Qualunque atto di crudeltà commesso nei confronti di animali
sia in luogo pubblico che privato, è punito con le sanzioni previste
dalla legge.
ARTICOLO 20
Obblighi degli allevatori o possessori di cani e gatti a scopo di commercio
1. Gli allevatori o possessori di cani a scopo di commercio hanno
l'obbligo di tenere un apposito registro di carico e scarico degli
animali su conforme modello predisposto dalla Giunta regionale,
vidimato in ogni sua parte dal servizio veterinario dell'azienda USL
competente per territorio.
2. La Giunta regionale indica le modalità per la tenuta del
registro di carico e scarico degli animali soggetti a periodica
verifica da parte del servizio veterinario dell'azienda USL
competente per territorio.
3. Gli animali possono essere venduti soltanto previa
certificazione di buona salute attestante che il soggetto non
presenta sintomi clinici riferibili a malattie infettive
trasmissibili ed è esente da malattie infestive trasmissibili,
rilasciata dal servizio veterinario dell'azienda USL competente per
territorio o da medici veterinari liberi professionisti della
Provincia autorizzati dalla stessa azienda USL. La validità del
certificato è di due giorni dal rilascio. I costi di tale servizio
sono a carico dei soggetti di cui al comma 1.
ARTICOLO 21
Trasporto animali
1. Il trasporto e la custodia degli animali, da chiunque siano
effettuati e per qualunque motivo, devono avvenire in modo adeguato
alla specie, con esclusione di ogni sofferenza.
2. I mezzi di trasporto o gli imballaggi devono essere tali da
proteggere gli animali da intemperie o lesioni e consentire altresì
l'ispezione e la cura degli stessi; la ventilazione e la cubatura
d'aria devono essere adeguate alle condizioni di trasporto ed alle
specie animali trasportate.
3. Ad ogni trasporto di animali si applicano le disposizioni di cui
al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 532, emanato in
attuazione della direttiva CEE n. 91/628 in materia di protezione
degli animali durante il trasporto.
ARTICOLO 22
Guardie zoofile
1. Per la vigilanza e l'osservanza delle disposizioni della
presente legge possono essere utilizzate anche guardie zoofile
volontarie dei Comuni in conformità all'articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 31 marzo 1979. Le guardie zoofile sono
altresì nominate dal Presidente della Giunta regionale su proposta
delle associazioni di volontariato animalista e per la protezione
degli animali di cui all'articolo 23, comma 1. Ad esse viene
rilasciato apposito tesserino di riconoscimento dalla Regione Lazio.
Sono confermate le guardie zoofile nominate con la legge regionale 9
settembre 1988, n. 63.
2. Le guardie zoofile svolgono i loro compiti a titolo volontario e
gratuito in collaborazione con i Servizi veterinari delle aziende USL
ed in collegamento con le associazioni di volontariato animalista e
per la protezione degli animali di cui all'articolo 23, comma 1.
3. Per lo svolgimento di tale attività le associazioni di
volontariato animalista e per la protezione degli animali possono
avvalersi anche di giovani iscritti nelle liste di leva che intendono
ottenere, ai sensi e per gli effetti della legge 15 dicembre 1972, n.
772 (Norme per il riconoscimento della obiezione di coscienza) e
successive modificazioni, il riconoscimento della obiezione di coscienza.
4. Il servizio sostitutivo civile nell'attività di guardia zoofila
deve avvenire previa convenzione tra il Ministro per la difesa e le
associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli
animali di cui all'articolo 23, comma 1. A tal fine trovano
applicazione le norme del decreto del Presidente della Repubblica 28
novembre 1977, n. 1139.
ARTICOLO 23
Associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali.
Modifica alla legge regionale 28 giugno 1993, n. 29.
1. Le associazioni di volontarito animalista e per la protezione
degli animali che presentino i requisiti previsti dall'articolo 3,
comma 3 della legge 11 agosto 1991, n. 266, (legge quadro sul
volontariato, hanno diritto ad essere iscritte nel registro regionale
di cui all'articolo 3 della legge regionale 28 giugno 1993, n. 29
come modificato dall'articolo 1 della legge regionale 23 maggio 1996,
n. 18 ed usufruiscono dei benefici previsti per le associazioni di
volontariato iscritte in tale registro.
2. I rappresentanti delle associazioni di cui al comma 1 possono
far parte della Conferenza regionale del volontariato e
dell'Osservatorio regionale sul volontariato di cui, rispettivamente,
agli articoli 7 e 8 della legge regionale n. 29/1993.
3. Alla lettera e) del comma 1 dell'articolo 1 della legge
regionale 29/1993 sono aggiunte, in fine, le parole "e degli animali".
ARTICOLO 24
Sanzioni amministrative
1. Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale di cui
è proprietario, possessore o detentore è punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma compresa tra un minimo di
lire trecentomila e un massimo di lire tre milioni.
2. Chiunque omette di iscrivere il proprio cane all'anagrafe canina
di cui all'articolo 12 è punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma compresa tra un minimo di lire
centocinquantamila e un massimo di lire trecentomila.
3. Chiunque avendo iscritto il cane all'anagrafe canina di cui
all'articolo 12 omette di sottoporlo al tatuaggio di cui all'articolo
13 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma compresa tra un minimo di lire centocinquantamila ed un massimo
di lire trecentomila.
4. Chiunque fa commercio di cani o gatti al fine di
sperimentazione, è punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma compresa tra un minimo di lire cinque milioni
ed un massimo di lire dieci milioni.
5. Per la violazione delle disposizioni di cui ai rimanenti
articoli della presente legge, si applica la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma compresa tra un minimo di lire
trecentomila ed un massimo di lire tre milioni.
6. Per l'accertamento, la contestazione ed il pagamento delle
sanzioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano le disposizioni
della legge regionale 5 luglio 1994, n. 30.
7. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui ai
commi 1, 2, 3, 4 e 5 confluiscono nel fondo regionale istituito per
il finanziamento della presente legge.
ARTICOLO 25
Limiti di applicazione
1. Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano nei
confronti dei cani delle forze armate e delle forze di polizia
utilizzati per servizio.
ARTICOLO 26
Norma finanziaria
1. Per l'attuazione della presente legge, è istituito il capitolo
di bilancio n. 41148 con la seguente denominazione: "Spesa per
l'attuazione delle norme per il controllo del randagismo".
2. Lo stanziamento per l'anno 1997 è determinato in lire cento
milioni e la relativa copertura è assicurata mediante utilizzazione,
di pari importo, della somma iscritta al capitolo n. 41145 del
bilancio 1997.
3. I fondi nazionali di cui all'articolo 8 della legge 281/1991
confluiscono sul capitolo n. 01346 delle entrate previste dalla
Regione e sono gestiti sul corrispondente capitolo n. 41106.
ARTICOLO 27
Abrogazione di norme
1. E' abrogata la legge regionale n. 63/1988.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino
ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e di farla osservare come legge della Regione Lazio.

Data a Roma, addì 21 ottobre 1997
BADALONI
Il visto del Commissario del Governo è stato apposto il 16 ottobre 1997.


---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Deliberazione G.Reg. 20 aprile 1998, n. 1369
“Adempimenti regionali. Legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 - Tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo Articolo 20, comma 2".
(B.U.R. 10 luglio 1998, n. 19)

LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dell`assessore alla salvaguardia e cura della salute;
Vista la legge n. 281 del 14 agosto 1991 legge Quadro in materia di animali d`affezione e prevenzione del randagismo;
Vista la legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo;
Visto l`Articolo 20, comma 2, dove è stabilito, a cura dell`assessorato competente ed approvato dalla Giunta regionale, che sia predisposto un modello per il registro di carico e scarico degli animali, soggetto a periodica verifica da parte del servizio veterinario dell`azienda USL competente per territorio, registro che devono obbligatoriamente tenere gli allevatori o possessori di cani e di gatti a scopo di commercio;
all`unanimità
Delibera
di approvare il modello allegato che fa parte integrale della presente deliberazione, per la tenuta del registro di carico e scarico degli animali, soggetti a periodica verifica da parte del servizio veterinario dell`azienda USL competente per territorio.
Il registro, obbligatoriamente tenuto da parte degli allevatori o possessori di cani e di gatti a scopo di commercio dovrà:
- essere numerato progressivamente e vidimato da parte delle AUSL in ogni sua pagina;
- contenere le generalità della ditta e/o persona che alleva o detiene cani e gatti a scopo di commercio;
- indicare la razza di appartenenza;
- indicare la data di nascita;
- indicare il sesso;
- indicare le generalità del destinatario;
- indicare le profilassi eseguite.
Il presente provvedimento non è soggetto a controllo ai sensi della legge del 15 maggio 1997, n. 127.
La deliberazione sopracitata sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale del Lazio.


---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Deliberazione G.Reg. 20 aprile 1998, n. 1370“Adempimenti regionali. Legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 - Tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo".
(B.U.R. 10 luglio 1998, n. 19)
LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dell`assessore alla salvaguardia e cura delta salute;
Vista la legge n. 281 del 14 agosto 1991 legge Quadro in materia di animali d`affezione e prevenzione del randagismo;
Vista la legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo;
Visto l`Articolo 8, comma 7, della legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 dove è previsto che la Giunta regionale con propria deliberazione detta le modalità ed i termini per la presentazione delle domande e per la concessione dei contributi di cui ai commi 1 e 2 del citato articolo, ed eroga ai comuni ed alle comunità montane la quota parte del fondo previsto dall`Articolo 8, comma 2, della legge 14 agosto 1991, n. 2811, istituito presso il Ministero della sanità e ripartito annualmente con decreto ministeriale;
Considerato che all`Articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 spetta ai comuni singoli o associati e alle comunità montane costruire i canili e risanare le strutture esistenti;
Considerato che all`Articolo 8, comma 5 ciascuna provincia elabora le linee di programmazione in materia, anche tramite conferenza di servizi che coinvolgano gli Enti di cui sopra e che all`Articolo 8, comma 6 l`erogazione del contributo regionale è condizionata alla presentazione da parte dei comuni e comunità montane, di progetti esecutivi del piano di finanziamento dell`opera e del visto di conformità alle linee di programmazione rilasciato dalla Provincia;
Considerato che la Giunta regionale provvede al riparto dei contributi di cui sopra sulla base dei seguenti criteri:
a) consistenza della popolazione animale in ambito provinciale;
b) distribuzione della popolazione animale in ambito provinciale;
c) consistenza delle strutture esistenti;
Ritenuto di dover distribuire il contributo regionale per quanto riguarda il 40% della somma assegnabile in maniera direttamente proporzionale alla consistenza della popolazione animale in ambito regionale e, all`interno della medesima provincia, in maniera direttamente proporzionale alla distribuzione animale sul territorio; per quanto riguarda il rimanente 60% della somma assegnabile in relazione alle strutture esistenti nella Regione Lazio;
Ritenuto di dover stabilire che per consistenza animale si intende il 100% del cani più il 10% dei gatti presenti sul territorio;
Ritenuto di dover individuare una data certa nei primi mesi di ogni anno solare, onde consentire all`amministrazione regionale di assegnare i fondi annualmente con le modalità di cui alle premesse;
Ritenuto di dover accettare le richieste di finanziamento, al fine di razionalizzare il provvedimento, solo per il tramite delle amministrazioni provinciali;
all`unanimità:
Delibera
di norma entro il 30 giugno di ogni anno solare le amministrazioni provinciali trasmettono all`assessorato salvaguardia e cura della salute le domande di finanziamento per la costruzione di nuovi canili e/o ristrutturazione di canili esistenti presentate dai comuni singoli o associati e/o comunità montane;
le domande di cui sopra debbono rientrare nelle linee di programmazione previste dall`Articolo 8, comma 5.
Le domande redatte in carta semplice dovranno contenere tutti i dati identificativi del soggetto o dei soggetti proponenti l`iniziativa corredata dai seguenti documenti:
1) relazione sulle motivazioni circa la necessità dell`opera con riferimento al fenomeno del randagismo nel territorio di competenza;
2) delibera comunale di approvazione del progetto;
3) copia del progetto di massima dell`opera che tenga conto delle disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 della legge regionale n. 34/97, con allegata planimetria e riferimenti urbanistici, con indicazione dei costi previsti, le fonti di finanziamento, gli eventuali contributi da parte di enti pubblici e privati;
4) il modulo, che fa parte integrante della presente deliberazione, debitamente compilato.
La Giunta regionale con propria deliberazione assegna ai comuni singoli o associati e/o comunità montane richiedenti la somma a loro destinata, in base ai seguenti criteri:
- per il 40% in maniera direttamente proporzionale alla consistenza della popolazione animale in ambito regionale e all`interno della medesima in maniera direttamente proporzionale alla distribuzione animale sul territorio;
- per popolazione animale si intende per il 100% dei cani presenti sul territorio ed il 10% dei gatti presenti sul territorio;
- per il 60% sarà assegnata in proporzione al punteggio risultante dal modulo di cui al punto 4 del presente deliberato sia a livello regionale che a livello provinciale;
l`erogazione del contributo regionale avverrà per il 30% all`atto della presentazione da parte degli Enti assegnatari dei progetti esecutivi, del piano di finanziamento dell`opera e del visto di conformità alle linee di programmazione rilasciato dalla provincia, il rimanente 70% potrà essere erogato anche e lotti funzionali solo e a presentazione dell`ultimazione di lavori come da certificazione del comune territorialmente competente.
Per l`anno 1998 le domande dovranno essere presentate dal comuni singoli o associati o dalle comunità montane tramite l`amministrazione provinciale entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente deliberazione.
La somma disponibile sarà comunque assegnata, ai comuni singoli o associati o alle comunità montane che abbiano fatto richiesta nei tempi e nei modi della presente deliberazione.
Il presente provvedimento non è soggetto a controllo ai sensi della legge 15 maggio 1997, n. 127.
La deliberazione sopracitata sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.



---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Deliberazione G.Reg. 23 giugno 1998, n. 2694
“Adempimenti regionali. Legge Regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 - Tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo - Articolo 12 comma 2”
(B.U.R. 10 settembre 1998, n. 25)
LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dell`assessore alla salvaguardia e cura della salute;
Vista la legge n. 281 del 14 agosto 1991 "legge quadro in materia di animali d`affezione e prevenzione del randagismo;
Vista la legge regionale n. 34 del 21 ottobre 1997 "tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo";
Vista l`Articolo 12 comma 2, dove è stabilito che all`atto dell`iscrizione viene compilata un`apposita scheda, secondo il modello predisposto dall`assessore competente ed approvato dalla Giunta regionale;
Ritenuto di dover inserire la scheda di cui al precedente comma all`interno di un libretto sanitario;
Ritenuto opportuno prendere come modello base il libretto sanitario già in uso poiché ha consentito efficacemente la registrazione dei dati;
Ritenuto che il libretto sanitario in vigore deve essere aggiornato alla luce dell`attuale normativa;
Ritenuto altresì di poter consentire l`utilizzo dei libretti sanitari già in uso sino ad esaurimento scorte.
all`unanimità
Delibera
di approvare il libretto sanitario allegato, che fa parte integrante della presente deliberazione, necessaria per la compilazione dell`apposita scheda che viene utilizzata anche per la registrazione degli interventi di profilassi e di polizia veterinaria eseguite sull`animale.
La copertina del libretto sanitario conterrà nella parte superiore la dicitura Regione Lazio, assessorato salvaguardia e cura della salute, lo stemma regionale, in basso sarà menzionata la dicitura anagrafe canina, libretto sanitario.
La prima pagina conterrà la scheda anagrafe canina da compilarsi in quattro copie di cui tre copie in carta chimica che consentono l`automatica rilevazione dei dati. Tali copie da destinarsi una al servizio veterinario AUSL, una al comune ed una al veterinario tatuatore, saranno facilmente asportabili dal libretto sanitario. Nel medesimo libretto resterà impressa la copia per il proprietario o detentore dell`animale.
Tale scheda conterrà oltre a) provincia, b) comune, c) Ausl:
a) codice fiscale;
b) cognome e nome;
c) luogo e data di nascita;
d) residenza.
Dati segnaletici dell`animale:
a) razza;
b) sesso;
c) luogo e data di nascita;
d) mantello;
e) taglia;
f) segni particolari;
g) nome;
h) categoria - compagnia - caccia - lavoro - altro.
Il codice assegnato:
- la data;
- timbro e firma;
- data dell`apposizione del codice;
- nome del veterinario tatuatore;
- provincia e numero dell`iscrizione all`albo;
- timbro e firma del veterinario tatuatore.
La seconda pagina del libretto sanitario deve altresì contenere la possibilità di almeno tre trasferimenti di proprietà con relativi dati anagrafici dei nuovi proprietari.
Le sei pagine successive sono relative a interventi di profilassi (vaccinazioni) e trattamenti antiparassitari, in particolare sarà indicata la data, intervento, n. iscrizione albo veterinario, firma e timbro del veterinario, note.
Al termine del libretto sarà riportata per intero la legge regionale 21 ottobre 1997, n. 34.
Le AUSL, sono autorizzate ad utilizzare i libretti sanitari già in uso sino ad esaurimento delle scorte.
Il presente provvedimento non è soggetto ai sensi della legge del 15 maggio 1997 n. 127.
La deliberazione sopracitata sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale del Lazio.


---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Legge Regionale 6 ottobre 2003, n. 33

"Norme in materia di cani da presa, molossoidi e loro incroci"
(B.U.R. 20 ottobre 2003, n. 29 Supplemento Ordinario n. 7)
Articolo 1
(Registro speciale)
1. In ogni azienda unità sanitaria locale, di seguito denominata azienda USL, presso gli uffici competenti alla tenuta dell`anagrafe del cane, di cui all`articolo 12 della legge regionale 21 ottobre 1997, n. 34 (Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo) è istituito un registro speciale al quale devono essere iscritti i cani appartenenti alle seguenti razze: pitbull, staffordshire terrier, staffordshire bull terrier, bullmastiff, dogo argentino, dogue de Bordeaux, fila brasileiro, cane corso e loro incroci.
2. Al registro di cui al comma 1 devono essere iscritti anche i cani che abbiano morso o commesso aggressioni nei confronti di persone tali da provocare lesioni e tali da richiedere intervento sanitario, medico o chirurgico.
3. Sono esclusi dall`obbligo dell`iscrizione al registro i cani che hanno commesso aggressioni per esservi stati costretti dalla necessità di difendere la proprietà privata, ovvero dalla necessità di difendere il proprietario o il detentore contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, nonché quelli costretti in quanto vittime di una delle fattispecie previste dall`articolo 727 del c.p.. Sono esclusi altresì dall`obbligo i cani in dotazione alle forze dell`ordine.
4. I cani appartenenti alle razze di cui al comma 1 devono comunque essere iscritti anche al registro di cui all`articolo 12 della l.r. 34/1997.
5. Il proprietario, il possessore o il detentore a qualsiasi titolo, residente nel Lazio o ivi dimorante per un periodo superiore a novanta giorni, deve iscrivere l`animale al registro di cui al comma 1 entro sessanta giorni dalla nascita e, comunque entro quindici giorni dall`acquisizione del possesso o della detenzione.
6. Lo smarrimento o il furto degli animali di cui ai commi 1 e 2 devono essere denunciati entro quindici giorni all`autorità giudiziaria e comunicati all`azienda USL dove è registrato il cane. In caso di decesso la comunicazione deve essere presentata all`azienda USL dove è registrato il cane e deve
essere accompagnata da apposita certificazione.
7. Nel registro di cui al comma 1 sono riportati:
a) i dati anagrafici del cane;
b) i dati anagrafici del proprietario, possessore o detentore;
c) l`eventuale indicazione dell`allevamento da cui proviene l`animale.
8. I proprietari o i detentori che fanno riprodurre le fattrici delle razze individuate al comma 1 hanno l`obbligo di registrare nell`apposita scheda dell`anagrafe canina della cagna, la data di nascita dei cuccioli, il loro numero ed il sesso. Nell`apposito spazio deve essere trascritto anche il numero di microchip che viene applicato ad ogni singolo cucciolo.
9. L`identificazione di ogni animale avviene mediante microchip da inserire sotto cute alla base dell`orecchio sotto la vigilanza dei servizi veterinari delle aziende USL, con oneri economici a carico del proprietario, possessore o detentore dell`animale.
Articolo 2
(Corsi per proprietari ed animali)
1. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1 sono tenuti a frequentare appositi corsi organizzati dalla Regione per il tramite dei servizi veterinari delle aziende
USL, al fine di accrescere l`educazione civica ed il senso di responsabilizzazione dei proprietari medesimi.
2. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1 sono tenuti a far frequentare ai propri animali dei corsi organizzati dalla Regione per il tramite dei servizi veterinari delle aziende USL.
3. Al termine dei corsi di cui ai commi 1 e 2 sono rilasciati appositi patentini.
4. Per l`espletamento dei corsi di cui ai commi 1 e 2 le aziende USL possono avvalersi di esperti iscritti in un apposito albo istituito presso la struttura regionale competente. I requisiti e le modalità per l`iscrizione a tale albo sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.
5. Tutti i cani di cui all`articolo 1, comma 2 devono essere sottoposti ad un esame comportamentale da parte dei servizi di cui al comma 1, che valuti la necessità e la durata di un percorso di recupero idoneo. La terapia comportamentale deve essere collegata alla diagnosi di alterazione nel comportamento e non alle lesioni prodotte.
6. Qualora, al termine del percorso di recupero, i servizi di cui al comma 1 certifichino l`incapacità di gestione del cane da parte del proprietario, gli stessi provvedono a darne comunicazione al sindaco richiedendo l`emissione di idoneo provvedimento di sequestro. I cani per i quali venga certificata l`irrecuperabilità sono soppressi con le modalità di cui all`articolo 2, comma 6 della legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo).
Articolo 3
(Obblighi dei proprietari e dei medici veterinari)
1. I cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1, devono essere sottoposti ogni dodici mesi a visita veterinaria presso i servizi veterinari delle aziende USL competenti per territorio.
2. Qualora nel corso delle visite di cui al comma 1 venga accertato che l`animale presenta segni di lotta, i servizi veterinari delle aziende USL sono tenuti a segnalare l`animale ed il proprietario alle competenti autorità di pubblica sicurezza ed a ripetere la visita due mesi dopo.
3. Dopo tre segnalazioni di cui al comma 2 i servizi veterinari delle aziende USL trattengono l`animale in osservazione e provvedono, se necessario, alla rieducazione del medesimo prima di restituirlo al proprietario.
4. Gli oneri economici connessi alle visite veterinarie e alla rieducazione dell`animale sono interamente a carico del proprietario, possessore o detentore dello stesso.
Articolo 4
(Censimento)
1. La Regione, provvede ogni anno, con le modalità stabilite con deliberazione della Giunta regionale, ad effettuare un censimento degli allevamenti dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1.
Articolo 5
(Sanzioni amministrative)
1. Chiunque ometta di iscrivere il proprio cane di cui all`articolo 1 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di euro 1.549,37 ed è tenuto ad iscrivere immediatamente l`animale al registro.
2. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1, che non frequentino i corsi di cui all`articolo 2, comma 1, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra un minimo di euro 51,64 e un massimo di euro 209,87.
3. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1 che non facciano frequentare ai propri animali i corsi di cui all`articolo 2, comma 2, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra un minimo di euro 51,64 e un massimo di euro 209,87.
4. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1 che omettono di sottoporre i propri animali alla visita di cui all`articolo 3, comma 1, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra un minimo di euro 129,11 e un massimo di euro 774,68.
5. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all`articolo 1, comma 1 i cui animali siano stati oggetto di tre segnalazioni alle competenti autorità di pubblica sicurezza ai sensi dell`articolo 3, comma 2, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di euro 5.164,57.
6. Le sanzioni, ai sensi dell`articolo 182, comma 1, della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14, (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche sono applicate dalla azienda USL territorialmente competente e dagli agenti accertatori ai sensi della normativa vigente, fermo restando quanto previsto in via transitoria dall`articolo 208 della L.R. 14/1999.
Articolo 6
(Banca dati regionale)
1. È istituita presso la struttura regionale competente una banca dati che raccoglie tutte le informazioni trasmesse dai servizi veterinari delle aziende USL in applicazione della presente legge.
Articolo 7
(Commissione regionale di valutazione e di controllo)
1. È istituita presso la struttura regionale competente una commissione di valutazione e di controllo sull`applicazione e gli effetti della presente legge.
2. La commissione nominata dalla Giunta regionale è presieduta dal dirigente della struttura regionale competente ed è formata da un rappresentante dei veterinari delle aziende USL, da un veterinario esperto in terapia comportamentale e da un etologo indicati dall`ordine dei medici veterinari.
3. La commissione verifica annualmente lo stato di attuazione della presente legge e propone eventuali integrazioni a quanto previsto dalla stessa.
4. È compito della commissione proporre alla Giunta regionale la pubblicazione di materiale informativo da divulgare nelle scuole e presso i centri medici-veterinari sul corretto approccio educativo al possesso dei cani.
Articolo 8
(Disposizioni transitorie)
1. In sede di prima applicazione della presente legge:
a) l`iscrizione nel registro di cui all`articolo 1, comma 1, deve essere effettuata entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge;
b) l`obbligo della frequenza dei corsi di cui all`articolo 2, commi 1 e 2, ha effetto decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge;
c) la Giunta regionale adotta le deliberazioni di cui agli articoli 2, comma 4, e 4, comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Articolo 9
(Disposizione finanziaria)
1. Ai fini dell`attuazione della presente legge è istituito apposito capitolo nell`ambito dell`UPB H11 del bilancio regionale per l`esercizio 2003, con lo stanziamento di euro 50.000,00 in termini di competenza e di cassa.
2. Alla copertura dell`onere di cui al comma 1 si provvede, in termini di competenza, mediante riduzione del corrispondente importo previsto al capitolo T27501, lettera e) - elenco 4 allegato al medesimo bilancio 2003 - ed in termini di cassa mediante riduzione per euro 50.000,00 dello stanziamento dell`UPB T25.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Lazio.
 
Top
0 replies since 25/9/2009, 12:53
 
Closed